SOGNI: REINCARNAZIONE
Sono una bella bambina: lunghi boccoli fulvi-brunati baciati dalla luce dei raggi solari; indosso un vestitino sulle ginocchia paglino, tutto fatto a mano: in America non vi sono ancora tanti negozi.
Siamo gente semplice, che ha attraversato l'oceano a bordo di una di quelle enormi stive zeppe, sporche e fumanti di uomini tristi e dal futuro incerto, tranne che per una infinita Luce negli occhi: la Speranza.
“Si parte per l’America!” avevano esordito i miei, dopo un matrimonio alquanto frettoloso per divenire festa: siamo appena inizio ‘900.
Sono nata lì, nella terra cocente per i lunghi sospiri nostalgici, ma nel suo morbido ventre, fui come cullata da una giostra: mentre la nave non rara, ci conduceva dritti verso il Nuovo Mondo, tanto diverso dal nostro, eppure appannaggio della medesima Anima.
“Hishmaè, vieni la cena è pronta!” e allora correvo felice nelle sue amorevoli braccia, ma poi mi fissava impensierita… triste: “Perché tanto diversa dalle altre?” Glielo leggevo negli occhi a chiare lettere, ma fingevo di sorridere per colpa di quelle parole che avevo pronunciato con leggerezza, con fiducia, senza intuirne le infime conseguenze”.
“Madame, non è un problema, non si accigli, sua figlia stà benissimo, non badi a quelle stramberie, sono Sogni, solo fantasie di bambini, e non è la sola”. Eppure lei sentiva nel suo profondo che mentiva, per lo sguardo fin troppo compassionevole…
Hishmaè sapeva! Parlava lingue sconosciute ed antichissime, narrava di pianeti lontani e di esistenze vissute oltre quella nelle caldi piantagioni del Sud, dove lavoravano i neri, succubi dei Padroni bianchi.
“Sono loro, sono loro, con la Magia! Li ho uditi stanotte danzare così richiamano gli Spiriti immondi! Tocca denunciarli, questa storia deve terminare senza meno! La mia bambina risente dei loro influssi malefici, apposta delle volte è come se fosse completamente imbambolata, un'altra persona. Ha giocato spesso, ultimamente, con i sudici negretti, affermando che anche lei prima era come loro, ma ciò è assurdo, non è possibile: è pura follia!"
Si organizzarono in gruppo quella notte: tutti gli uomini bianchi e perbene, e con fiaccole ardenti, li finirono in un lampo..…
Rimasi nel nosocomio in cura per lungo tempo, oramai non piangevo già più: rassegnata al triste fato. Mi avevano lasciata lì da sola, forse perché ero cattiva!? No, per il mio bene, affermavano, per convincersene.”
Non potevo ribellarmi neanche alle attenzioni di quell’uomo viscido che veniva di notte vicino al letto: “Se lo spifferi, racconto che hai ricominciato a dare i numeri!”.
I denti mi battevano per il freddo, per la paura, per l'attesa...
Poi un bel mattino mi svegliai da un Sogno importante… capii.
Non avrei parlato mai più di quei ricordi con nessuno, neanche dei genitori celesti, che ogni tanto nel buio della notte, mi portavano via senza il mio consenso, e con loro volavo su nel cielo, nel frattempo che i miei dormivano ignari.
E ciò mi salvò la vita!
"Da grande scriverò la mia storia", mi ripromisi, ma sono finita troppo presto, per riuscirvi.
Allora sono emersa dai tuoi Sogni dolce Anima, perché tu lo facessi per me.
Soffiovibrante.

